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La sentenza della Corte di Giustizia del 25 luglio scorso (causa C-528/16), ha precisato che le forme più evolute di mutagenesi (quali la mutagenesi diretta mediante oligonucleotide o la mutagenesi tramite nucleasi sito-diretta), che applicano processi d’ingegneria genetica, debbano considerarsi, a tutti gli effetti, organismi geneticamente modificati ai sensi della direttiva (CE) 2001/18.

Pubblicato in Iniziative